La rivelazione Viagrande all’esame del De Simone

Il tecnico del Viagrande, Buttò
Giovanni Verga che in quel borgo passava le vacanze e che proprio a Viagrande ambientò una delle sue più conosciute novelle, “Nedda”, oggi non riconoscerebbe quei luoghi a lui così cari per lo sviluppo che ha avuto quel paesino che oltre all’incremento demografico (da poco più di 2.000 anime passato a quasi 9.000) ha conosciuto quello economico riscontrabile negli eleganti palazzi del centro storico e nel tenore di vita piuttosto elevato. Attratti dal clima dolce di mezza collina, fresco d’estate e temperato d’inverno, molti catanesi vi si sono stabiliti creando una sorta di città satellite. A Viagrande il calcio è un’istituzione creata nell’immediato dopoguerra e cresciuta nei campionati di seconda e terza categoria. Poi di recente l’idea di una forte squadra, sussurrata fra un caffè e un cappuccino, una sfoglia e una siciliana, nell’elegante salone del Caffè Urna e nel 2009 finalmente la fusione fra le due squadre cittadine che ha dato vita allo Sporting Viagrande. Raggiunta la massima categoria regionale, dopo il deludente campionato dell’anno scorso conclusosi col raggiungimento dell’obiettivo minimo e cioè la salvezza, il Viagrande si è presentato quest’anno ai nastri di partenza con una squadra competitiva che affidata all’esperto Enzo Buttò, tante soddisfazioni sta dando ai suoi tifosi. Il segreto? Quattro giocatori esperti, Laudani, D’Arrigo, Cristaldi e Platania, e una nidiata di giovani promesse, scovata qua e là, nel ricco e variegato panorama calcistico etneo. In questo affiatatissimo gruppo è emerso recentemente il nome di Antonio Carbonaro, il bomber che con dodici reti comanda la classifica dei cannonieri e che insieme all’esterno di difesa Nicosia ha dovuto saltare il confronto con l’Igea Virtus, conclusosi con la vittoria di quest’ultima grazie ad una rete del talentuoso Isgrò. La brusca frenata non ha però sconvolto i piani del Viagrande che sono quelli di accedere ai play-off, per i quali è bagarre con Acireale e Castelbuonese, appaiati con i biancoazzurri a quota 33. Per la trasferta di Siracusa la speranza di Enzo Buttò è quella di recuperare almeno Carbonaro che da solo è capace di impegnare un paio di difensori, ma è anche quella di uscire dal De Simone con almeno un pari per rimediare in parte ai tre punti ceduti ai barcellonesi e restare in gioco per una delle due piazze lasciate libere dal Siracusa, dallo Scordia e del Milazzo che nell’ordine sono al comando della classifica. Una speranza che è rimbalzata a Siracusa e che ha offerto ad Anastasi, tecnico degli azzurri di casa, argomenti sufficienti per riflettere e adottare le più opportune contromisure.

Armando Galea