La nostra Amministrazione è chiamata a gestire una vicenda che trae origine oltre trent'anni fa.
Il sindaco di Viagrande, Salvo Faro, interviene per fare chiarezza sulla vicenda dei debiti fuori bilancio relativi al Parco Monte Serra e, in particolare, sulla recente sentenza che ha condannato il Comune al pagamento di circa 700 mila euro a titolo di indennità di esproprio in favore di alcuni proprietari dei terreni interessati dall’opera.
Si tratta, ad oggi, del più rilevante importo riconosciuto nell’ambito del lungo contenzioso riguardante gli espropri effettuati per la realizzazione del parco.
L’Amministrazione comunale ritiene opportuno fornire ai cittadini una ricostruzione dei fatti, al fine di evitare interpretazioni non corrette e consentire una lettura oggettiva della vicenda, fondata sugli atti amministrativi e giudiziari.
“La situazione che oggi il Comune è chiamato ad affrontare – dichiara il sindaco Salvo Faro – trae origine da procedure avviate oltre trent’anni fa. L’Amministrazione attuale non può modificare eventi ormai consolidati, ma ha il dovere di gestire le conseguenze di un contenzioso maturato nel tempo, cercando di limitare, per quanto possibile, l’impatto economico sulle casse comunali e tutelando gli interessi dell’ente e della collettività”.
La vicenda prende avvio nel 1993, quando l’amministrazione pro tempore guidata dal sindaco Francesco Corsaro Boccadifuoco ottiene un finanziamento destinato alla realizzazione del Parco Monte Serra.
Nel febbraio 1994 viene approvato il progetto con la dichiarazione di pubblica utilità. Pochi mesi dopo interviene lo scioglimento dell’Amministrazione comunale per inadempienze sul Prg e la gestione dell’ente passa al Commissario straordinario, che approva il primo stralcio esecutivo dell’opera, comprendente l’elenco delle particelle da sottoporre a esproprio.
Nel 1995 il sindaco pro tempore Enzo Sanfilippo autorizza con ordinanza sindacale l’occupazione delle aree interessate dal progetto.
Come ricostruito anche nella recente pronuncia giudiziaria, la procedura espropriativa non viene però completata entro i termini previsti dalla normativa vigente, non essendo stato emanato il decreto di esproprio entro il termine quinquennale.
Da tale circostanza ha avuto origine un articolato contenzioso giudiziario, protrattosi negli anni e conclusosi con la condanna del Comune al pagamento delle indennità riconosciute ai proprietari.
“Il nostro compito oggi – prosegue il sindaco Faro – è affrontare questa situazione con il massimo senso di responsabilità. Ogni margine di difesa è stato valutato nelle sedi competenti e continueremo a verificare ogni possibile soluzione, comprese eventuali ipotesi transattive ove percorribili, con l’obiettivo di contenere gli effetti economici di una vicenda che inevitabilmente incide sul bilancio comunale. È una sfida complessa, soprattutto in una fase in cui i Comuni devono fare i conti con risorse sempre più limitate e con costi dei servizi in costante aumento”.
Come previsto dalla normativa vigente, la successiva deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio, unitamente agli atti connessi, sarà trasmessa alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza.
“Abbiamo ritenuto doveroso informare con trasparenza la cittadinanza – conclude il sindaco – perché riteniamo che su vicende di questa rilevanza debbano parlare i documenti, gli atti amministrativi e le sentenze, evitando ricostruzioni parziali o fuorvianti. Il nostro impegno resta quello di amministrare con responsabilità, salvaguardando gli equilibri finanziari del Comune e tutelando l’interesse della comunità di Viagrande”.







