Teatro alla Scala di Milano, il debutto del viagrandese Ivan Magrì nel tempio della Musica

Ivan Magrì è “Alfredo Germont” nella Traviata di Liliana Cavani, diretta da Nello Santi.

Ivan MagrìSono ormai lontani, ma mai dimenticati, gli anni in cui il giovane rampollo viagrandese faceva sfogo della sua voce e della sua giovane età nella piazza di Viscalori, quasi a sfidare il grande ruggito dell’Etna, ai cui piedi era germogliato e della quale si porta ancora nel mondo la forza e il calore magmatico.
Come allora, nella ridente piazza i tempi non sono cambiati; i ragazzini continuano a giocarci e a farsi rimproverare da chi magari vorrebbe un po’ più di quiete, ma chi all’epoca ebbe l’ardore di redarguirlo, oggi potrà certamente vantarsi in maniera goliardica d’essere stato forse l’unico al mondo a gridare all’ormai grande Maestro Ivan Magrì… “giovane… non fari vuci“.

Viagrande non lo ha di certo dimenticato e, già nel 2010, lo rivolle a casa per consegnargli forse il più umile ma significativo e riconoscente premio della sua costellata carriera, l’Aquila d’Argento, premio che va conferito a chi ha portato alto negli anni il buon nome della cittadina etnea.

Ivan debutta nel mondo dello spettacolo col teatro di prosa dialettale siciliano. La sua prima insegnante, Domenica Monti, presente ad una di queste giovanili rappresentazioni, comprende subito le sue doti canore e gli consiglia di studiare il bel canto, per il quale, secondo lei, era sicuramente portato. Non si sbagliò di certo quando, ormai svezzato, lo consegnò alle mani provvide e sapienti delle maestre Giovanna Canetti e Wilma Borelli, del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove, nel 2005, si diploma col massimo dei voti.

La sua più grande fortuna di studente arriva, però, quando viene consegnato a corte dell’imperatore della musica, il grande tenore Luciano Pavarotti, il quale lo accoglie subito nella sua casa, nella quale vivrà per diversi anni e affinerà i suoi studi, fino al giorno della morte del grande Maestro.
È stata l’esperienza più bella della mia vita leggere negli occhi del Maestro la sua approvazione nei miei confronti” dice Magrì intervistato da Raffaella D’Adderio. “Mi sento fortunato a essere nato in Sicilia, sono vulcanico come l’Etna, sul palco mi porto i due elementi del mare e del fuoco”.

Da lì un susseguirsi di grandi successi in giro per il mondo, con debutti continui nei teatri più prestigiosi, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui il giovane Maestro Ivan corona uno dei suoi più grandi sogni: debuttare nel tempio mondiale della musica che è il Teatro alla Scala di Milano.

È proprio del 26 febbraio appena trascorso la prima alla Scala della Traviata, messa in scena dalla regista Liliana Cavani e diretta dal maestro Nello Santi, nella quale Ivan Magrì interpreta il ruolo di Alfredo Germont, ed è già grande successo, atteso con ansia anche da chi lo seguiva da tempo ed aveva avuto modo di apprezzarlo in altre sedi e ruoli.

A noi catanesi rimane la speranza di poterlo andare a rivedere ed applaudire in una sua futura esibizione al Teatro Massimo Bellini, dove, peraltro, ha già esordito nel 2007 in occasione del 172° Anniversario della morte di Vincenzo Bellini, e perchè no, magari di poter tornare assieme nella piazzetta di Viscalori per farci “rimproverare” tutti quanti, Sindaco compreso.

 

BIOGRAFIA

Ivan MagrìÈ vincitore di diversi concorsi internazionali tra i quali il Riccardo Zandonai ed il Francesco Maria Martini.

Il debutto risale all’estate 2006 con l’Ernesto del Don Pasquale.

Nel Giugno del 2007 ha debuttato come Nemorino in Elisir d’Amore a Udine e Pordenone. Sempre nel 2007 è stato invitato a cantare per il 172° Anniversario della morte di Bellini al Massimo Bellini di Catania, e riceve anche l’invito dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi per le celebrazioni in onore di Beniamino Gigli, tenutesi a Montreal, Canada.

Nel Gennaio 2008, al Carlo Felice di Genova, ha interpretato Manon Lescaut, diretta da Daniel Oren, e successivamente al Comunale di Bologna e al Comunale di Ferrara Lucia di Lammermoor. Nel Marzo 2008 si è esibito al Municipale di Piacenza in un concerto con la Filarmonica Toscanini. Ma è nell’Ottobre del 2008 che ottiene un significativo risultato con il difficile ruolo di Fernando in Marin Faliero prima al Verdi di Sassari e successivamente al Donizetti di Bergamo. La sua interpretazione gli fa ottenere lusinghieri apprezzamenti da pubblico e critica.

È del 2009 il debutto al Comunale di Bologna come Arturo ne’ I Puritani e come Duca di Mantova del Rigoletto. A Como ha replicato il successo in Rigoletto e a Lima in Perù ha ottenuto un particolare successo nell’Elisir d’amore che in seguito ha replicato a Bergamo e Lucca bissando la Furtiva lagrima.

All’inizio del 2010 è stato in Giappone con l’Elisir d’amore, ha aperto poi la stagione del Regio di Parma con Un giorno di regno di Verdi, ha anche cantato Puritani a Riga e al Teatro Nazionale di Slovakia in Bratislava. Ha interpretato anche Rigoletto al Teatro Romano di Gubbio ed è ritornato a Bratislava ancora con Puritani. Al festival di Wexford ha ottenuto un particolare successo di pubblico e critica con Virginia di Mercadante. È seguito il Don Pasquale al Festival Donizetti di Bergamo.

Nel 2013 torna a Lima in Perù con il Guglielmo Tell e l’Atahualpa per il Festival Internacional de Ópera Alejandro Granda. A ottobre dello stesso anno è Alfredo Germont ne’ La Traviata al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia in Spagna, diretto dal grande maestro Zubin Mehta.

Nel 2015 Zubin Mehta lo dirigerà nello stesso ruolo all’Opera di Firenze e lo vorrà ancora con se nello stesso teatro nel 2016 come Duca di Mantova nel Rigoletto.

Dal 28 Febbraio al 14 Marzo 2017
LA TRAVIATA
Giuseppe Verdi
Melodramma in tre atti.
Libretto di Francesco M. Piave
(Editore Casa Ricordi, Milano)

Coro, Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Produzione Teatro alla Scala
Durata spettacolo: 03 ore e 30 minuti inclusi intervalli
Direttore: Nello Santi
Regia: Liliana Cavani
Scene: Dante Ferretti
Costumi: Gabriella Pescucci
Luci: Marco Filibeck

CAST

  • Violetta Valery
    Ailyn Perez (28 feb.; 3, 5 mar.)
    Anna Netrebko (9, 11, 14 mar.)
  • Flora Bervoix
    Chiara Isotton
  • Giorgio Germont
    Leo Nucci
  • Alfredo Germont
    Francesco Meli
    Ivan Magrì (3 marzo)
  • Barone Douphol
    Costantino Finucci
  • Marchese D’Obigny
    Abramo Rosalen
  • Dottor Grenvil
    Alessandro Spina
  • Annina
    Chiara Tirotta*
  • Gastone
    Oreste Cosimo*
  • Giuseppe
    Jérémie Schütz*
  • Domestico
    Gustavo Castillo**Allievo dell’Accademia Teatro alla Scala

Ivan Magrì

L’OPERA IN POCHE RIGHE
Lo spettacolo è quello sontuoso di Liliana Cavani con le scene di Dante Ferretti con cui il capolavoro di Verdi tornò alla Scala nel 1990 diretto da Riccardo Muti. La protagonista è Anna Netrebko, il soprano più acclamato del nostro tempo, che al Piermarini ha già trionfato in due 7 dicembre, nel 2011 Donna Anna con Daniel Barenboim e nel 2015 Giovanna d’Arco con Riccardo Chailly, e che oggi ha tutta la maturità necessaria a impersonare la cortigiana in tutte e tre le stazioni della sua passione. Con lei si alterna Ailyn Perez. Il direttore d’orchestra è Nello Santi, depositario della più autentica tradizione italiana, che alla Scala ha diretto una volta sola, nel 1971. Completano un cast ideale l’Alfredo di Francesco Meli e Ivan Magrì e il grande Leo Nucci come Giorgio Germont.

Con la rappresentazione straordinaria della Traviata, in programma il 26 febbraio, organizzata a favore delle popolazioni colpite dal terremoto dal Teatro alla Scala sono stati raccolti 250mila euro. La cifra, precisa il Teatro, è stata raggiunta con l’incasso, le donazioni degli sponsor (Fondazione Banca del Monte di Lombardia e UBI Banca) e i contributi dei lavoratori scaligeri.

Mario Macrì

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