C'era una volta… Viscalori

San Biagio - Viscalori
Il borgo di Viscalori è sempre stato uno dei sobborghi più ameni della bella Viagrande.

Vivere in questo luogo significa spesso riprendere ritmi più umani, in mezzo al verde, al canto degli uccellini, al suono delle campane della Chiesa di San Biagio, che domina l’interno borgo.

Anzi, sarebbe meglio dire, significava, in quanto due fattori, per stigmatizzare i più significativi, sfregiano la bellezza di questo borgo: l’immondizia e le deiezioni dei cani.

Per quanto attiene la prima, fatte salve le migliori intenzioni dell’attuale Amministrazione, dire che la raccolta differenziata si è rivelata un fallimento è un eufemismo: strade sporche, immondizia sparsa ovunque, spazzamento inesistente, un generale stato di degrado e mancanza d’igiene che fa male al cuore (oltre che alla salute ed ai nervi); all’inefficienza del sistema di raccolta, che bisognerebbe ottimizzare, si aggiunge l’inurbanità di persone che solgono quotidianamente lanciare a metà della salita di via M. Rapisardi i loro rifiuti, con il risultato che i cani randagi, nottetempo, fanno scempio.

In questo caso le telecamere di quartiere potrebbero risolvere definitivamente il problema, visto che ripetute denunce non hanno sortito alcun effetto.

Lo stesso dicasi per i padroni dei cani che, portando i loro animali da compagnia a spasso, non si peritano di recare sacchetti per raccogliere le deiezioni degli stessi, che diventano oggetto di continue maledizioni da parte di chi, ignaro, “imbraca”, spesso e volentieri davanti al cancello della propria abitazione.

Ci vorrebbe poco perché Viscalori torni ad essere un luogo ameno e vivibile: più civiltà ed educazione da parte di alcuni residenti e una raccolta dei rifiuti maggiormente organizzata.

Tiziana Iannotta Paternò Castello

  1 comment for “C'era una volta… Viscalori

  1. il grillo parlante
    6 ottobre 2015 at 0:35

    …”la raccolta differenziata si è rivelata un fallimento totale” mi sembra un’affermazione molto azzardata e assolutamente fuori luogo. Quali alternative? I soliti cassonetti antiestetici, traboccanti e maleodoranti (e preda di animali vaganti)? Il seguito poi è condivisibile, ma nulla ha a che fare con la raccolta differenziata, che viceversa è stata una grande conquista. I cani randagi: non vi è alcuna azione di contrasto. I padroni dei cani che non raccolgono quanto lasciato dai loro animali: sono degli incivili e andrebbero multati se pescati in flagrante (ma dove sono i vigili urbani, pochi e mai per strada). Gli irriducibili che mollano la loro immondizia dove capita: altri incivili, da perseguire. Tutto questo non ha nulla a che fare con la raccolta differenziata porta a porta, che funziona. Ci vorrebbero un paio di azioni ulteriori: una campagna che faccia capire il vantaggio della raccolta differenziata (non mi soffermo su questo e sulle multe che paghiamo per il non rispetto delle quote stabilite) e un’isola ecologica finalmente degna di questo nome.