Vertenza Myrmex, quarto giorno davanti ai cancelli dello Iom di Viagrande

I lavoratori della Myrmex oggi, e per il quarto giorno di seguito, si mobilitano davanti allo IOM (Istituto Oncologico del Mediterraneo)  di Viagrande di via Penninazzo 7 dalle 9 in poi, ancora una volta per manifestare il proprio  dissenso contro l’azienda che ha ufficialmente richiamato al lavoro 15 dei 69 dipendenti per un solo mese di attività a fronte di un progetto di ricerca finanziato con soldi pubblici, ma che si terrà fuori dal laboratorio di eccellenza della Zona Industriale.

E che, soprattutto,  non porterà benefici al centro di ricerca che chiuderà per sempre e  ai lavoratori che, una volta terminato il mese di attività, rientreranno nella loro veste di cassintegrati per poi avviarsi verso la definitiva disoccupazione senza speranza tra circa un semestre. I lavoratori continuano la loro resistenza manifestando davanti la sede IOM e registrano, ogni giorno che passa, l’atteggiamento sempre più pressante dell’azienda che insiste giornalmente nel chiamare al lavoro i dipendenti che, invece, “si aspettano un confronto più incline al dialogo, anche a fronte di anni e anni di lavoro di qualità prima in Wyeth e dopo in Pfizer, e di scommesse personali, che oggi si dissolvono come in un incubo tra l’indifferenza”.

I sindacati, e cioè Cgil, Filctem Cgil, Uiltec e Cisal, continuano ad opporsi all’ingresso dei 15 dipendenti, nel loro stesso interesse.
“Abbiamo lottato duramente, soprattutto in questi ultimi due anni, ma questa vertenza parte dal lontano 2011, tra promesse ed illusioni. E oggi ci troviamo qui, in un contesto amaro”, dicono congiuntamente tutti i lavoratori e i rappresentanti sindacali, “Non solo l’azienda è sorda al nostro appello, ma continua nel suo intento, senza lasciare scampo o nuovi spazi di dialogo. Noi resteremo qui a lottare per il nostro futuro. Lo ribadiamo: Il laboratorio non può morire ed è ingiusto tornare a casa senza stipendio tra qualche mese, non certo per colpa della crisi ma di una scelta precisa che ci vede nel ruolo di ‘usati e gettati via’ “.