Viagrande, meeting della comunicazione radiofonica. Le interviste

Comunicare ed informare nell’epoca della multimedialità. Alcune anticipazioni fornite dagli esperti del mondo della comunicazione sui punti nodali dell’incontro.

Nicola Savoca

Il tentativo di cogliere la multisostanzialità delle differenze e degli effetti arrecati dalla revisione di matrice tecnologica  alla funzionalità classica dei media,  e di conseguenza all’intero e complesso circuito della comunicazione ,  conduce sovente anche i più esperti in materia a  dover inevitabilmente consegnare i risultati delle valutazioni  ad una dicotomia di interpretazione alla quale non risulta facile sottrarsi.  La virata verso nuovi modi di produrre e diffondere l’informazione, operata dalla tecnologia, di paripasso  alla delocalizzazione di quest’ultima attraverso la destrutturazione del concetto di tempo, annullato nella sua accezione classica di dimensione e quindi di limite, ha causato a sua volta anche una notevole  variazione nei modi, nei temi e non ultimo nel  ritmo della comunicazione. L’importanza dei suddetti cambiamenti,  nonchè  delle istanze da essi  sollevate,  costituiranno il cuore della riflessione dialogica che si svolgerà giorno 17 aprile alle ore 17  nel corso del Secondo Meeting della Comunicazione Radiofonica. L’evento, organizzato da Viagrande Studios in collaborazione con Radio Academy, vedrà riuniti nell’auditorium dei Viagrande Studios (sito a Viagrande in via F.Baracca) a fianco dei moderatori Ubaldo Ferrini e Paola Quattrocchi, una pluralità di esperti afferenti al campo della musica dell’editoria e della radio, che attraverso le loro testimonianze ed il loro contributo d’idee, cercheranno di  porre sotto la lente della valutazione l’identità delle attuali forme di comunicazione e di informazione e le loro potenzialità ancora inedite, al fine di delineare lo statuto ontologico dei nuovi media,  offrendo  al contempo al pubblico, che numeroso ha partecipato lo scorso novembre alla prima edizione del meeting, un’occasione  di confronto e di condivisione. A pochi giorni di distanza dal  Secondo Meeting della Comunicazione Radiofonica, abbiamo chiesto a Nicola Savoca Direttore responsabile della testata giornalistica Radio Flash e Direttore di Medical excellence Tv, nonchè  ospite dell’incontro, di esprimere il suo giudizio in merito ad alcuni contenuti inerenti ai temi che verranno trattati.

Secondo Lei, qual’è la migliore forma di integrazione tra i vecchi ed i nuovi media?
Ritengo che si possa raggiungere un buon livello di integrazione abbinando alla qualità dei vecchi media le opportunità offerte dalle nuove tecnologie applicate al campo della comunicazione. Volgendo uno sguardo al mondo dell’informazione ed ai suoi trascorsi , ritengo che alcuni di essi come ad esempio il Radiogiornale  Rai, rappresentano  ancora oggi un punto di riferimento, un esempio per quanto riguarda l’informazione ben fatta. Di conseguenza, al fine di produrre e di trasmettere l’ informazione in maniera adeguata, io suggerirei di applicare le nuove tenologie all’impostazione di altissima qualità che caratterizzava questo tipo di programmi.

Secondo quali criteri l’informazione diventa notizia?
Secondo il criterio della cosiddetta “glocalità” ossia secondo un criterio operativo in cui  il “locale”  sposa  il “globale”. La scelta dei contenuti da parte degli operatori dei vari settori dell’informazione deve essere il risultato di un  mix di informazioni che  riguardano sia l’ambito locale sia la realtà intesa in senso globale.

Cosa  pensa riguardo al  progressivo aumento degli investimenti nell’editoria online?
Ritengo sia un bene  che oggi  l’editoria online riceva una buona fetta di provvidenza dal punto di vista economico, tuttavia ritengo altresi  che,  vista la moltemplicità delle offerte che oggi quest’ultima propone , e che spesso sono soltanto il risultato del lavoro di un lavoro improvvisato  e quindi non adeguatamente supportato dalla presenza  nelle varie testate online di veri professionisti della comunicazione , si dovrebbe prestare maggiore attenzione riguardo alla validità di quest’ultime. Se di fatto, internet permette a chiunque di creare una testata, ciò  non significa che chiunque e senza gli adeguati mezzi conoscitivi sia in grado di fare informazione.

Secondo Lei, com’è cambiata a seguito dell’avvento dei nuovi media la figura del professionista dell’informazione?
è cambiata nella misura in cui  ha per cosi dire “costretto”  coloro che erano refrattari ai cambiamenti ad adeguarsi  alle continue variazioni apportate dall’uso del web . La figura del giornalista  d’altri tempi, splendidamente rappresentato in una foto che vede Indro Montanelli, icona del giornalismo italiano, con una macchina da scrivere “Olivetti” poggiata sulle gambe, è ormai soltanto un ricordo. I tempi sono cambiati e con essi  anche le competenze che si richiedono a chi voglia svolgere la professione del giornalista. Il professionista dell’informazione deve quindi possedere al di là della capacità di  utilizzare correttamente gli strumenti tecnologici e quindi di dialogare ed interagire con i social , una grande oralità dialettica che gli permetta di narrare correttamente  i fatti.

Claudio Fallica

Il Secondo Meeting della Comunicazione Radiofonica ospiterà oltre ai professionisti del mondo del giornalismo anche alcuni dei protagonisti del mondo della radiofonia. A tal riguardo, abbiamo rivolto a Claudio Fallica, speaker di Radio Telecor, con un’esperienza quasi trentennale nel campo della comunicazione radiofonica, alcune domande.

Com’è cambiata la fruizione del mezzo radiofonico?
è cambiata molto perchè le nuove tecnologie  offrono la possibilità  agli utenti della radio di selezionare i contenuti da ascoltare e di scegliere il luogo in cui ascoltarli.

Quali sono  rispetto al passato le competenze che oggi si richiedono ad uno speaker radiofonico?
Ritengo che oggi rispetto al passato alcuni aspetti del mio lavoro hanno assunto una rilevanza diversa. Se nel passato si prestava ad esempio molta importanza alla voce, alla timbrica dello speaker, oggi a fare la differenza e quindi ad essere richieste sono delle competenze diverse e maggiori, che prevedono  in primis un’ampia conocenza dei contenuti che vengono trasmessi .

La radio di oggi oltre alla musica offre un numero sempre maggiore di contenuti: qual’è a suo avviso  la responsabilità dello  speaker  in merito alla  creazione dei contenuti radiofonici?
La creazione dei contenuti dipende molto dal tipo di programma radiofonico.  Io conduco  un programma basato sull’intrattenimento brillante, un programma divertente che,  se da un lato esula per sua natura dal trattare  i temi della politica o della cronaca,   dall’altro butta  comunque un occhio ai fatti più importanti.

Secondo Lei, che cosa ci porta in dote la radio digitale?
La vera dote consiste a mio avviso, nella possibilità che i fruitori del mezzo radiofonico hanno di poterlo ascoltare in qualunque luogo essi si trovano.

Secondo Lei, il futuro vedrà la disattivazione dell’fm a favore del progresso della web radio?
La web radio ha  sicuramente un ruolo importante ed in continua crescita,  tuttavia non credo che la radio via etere verrà messa in disuso.