Gli sbarchi dei migranti dal Nordafrica rappresentano una miscela esplosiva per la Nuova Europa

Sbarco di irregolari nella zona dell'Oasi di Vendicari
Emergenza Migranti

I migranti che sbarcano in Italia, specie in Sicilia, sono dei profughi o rifugiati politici che, scappano dalla loro patria, per sfuggire a persecuzioni o discriminazioni politiche e razziali, per trovare ospitalità in un Paese straniero. La loro meta è fondamentalmente l’Europa. La porta di accesso al nostro Continente non è soltanto l’Italia, ma anche la Spagna e la Grecia attraverso la Turchia. Certamente, il tragitto più agevole è rappresentato dalle coste libiche e tunisine verso Lampedusa, Malta, Pantelleria, Pozzallo ed altre ancora.
Il fenomeno dell’immigrazione per mare è aumentato di pari passo con la chiusura delle frontiere degli Stati europei a seguito dell’adozione di un regime di visti di ingresso particolarmente restrittivo verso i Paesi poveri. Il mare viene attraversato su imbarcazioni di fortuna, spesso vecchi pescherecci, barche in vetroresina o gommoni di tipo Zodiac.
Per il contrasto dell’immigrazione africana attraverso il Canale di Sicilia, il governo italiano ha siglato diversi accordi bilaterali con la Libia. Il primo nel 2003, firmato dal governo Berlusconi, prevedeva l’invio in Libia di mezzi per il pattugliamento e fondi per la costruzione di due campi di detenzione a Kufrah e Gharyan. Un secondo accordo è stato firmato il 29 dicembre 2007 dal governo Prodi, prevedendo l’avvio di pattugliamenti italo-libici da effettuarsi in acque libiche, con l’obiettivo di respingere verso i porti di partenza i migranti intercettati in mare. Contro il respingimento in Libia di potenziali rifugiati politici si è espressa anche Amnesty International. Inoltre c’è da dire che, la Libia non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati.

Missione Mare Nostrum

Il ministro della Difesa e quello degli Interni, hanno affermato che “ Mare Nostrum” ha il compito di soccorrere in mare i migranti, per evitare nuove tragedie come quelle già verificatesi nelle acque di Lampedusa. Sarà un’operazione militare e umanitaria. L’Italia rafforza la protezione della frontiera perché c’è la deterrenza che si ha dal pattugliamento, più l’intervento delle Procure che già in due circostanze hanno sequestrato le navi e arrestato l’equipaggio.
Il governo non ha parlato di respingimenti, ma il ministro Mauro ha aggiunto che le imbarcazioni individuate verranno scortate verso il porto più sicuro e più vicino, non necessariamente italiano.
Difficilmente si potrà contare sulla disponibilità di Malta o Grecia, mentre le continue pressioni di Roma sul governo libico, per sollecitare la collaborazione della polizia locale nei controlli sulla fascia costiera del paese, pare che non abbiano sortito gli effetti sperati, in quanto sembra che la Libia, sia disponibile solo a parole, poiché nei fatti assume un atteggiamento discutibile !
L’aspetto finanziario di tale missione non è secondario rispetto all’operazione militare ed umanitaria, tanto che rende difficile giustificare all’opinione pubblica italiana nuovi esborsi per operazioni di tal genere, specie in un momento di crisi economica come questo.
Da qui la necessità di condividere insieme ai Paesi U E, il salvataggio in mare, l’accoglienza ed Il relativo diritto di asilo politico.

L’importanza di una Politica estera europea comune 

Dal momento che i temi attuali sono veramente tanti, poiché spaziano dal problema dei migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa a quello del Medio Oriente ( la crisi duratura tra israeliani e palestinesi ), il delicato e irrisolto conflitto Est-Ovest sul problema “ Ucraina “, è giunto il momento che l’Europa si dia una vera e propria “ politica estera comune “, per il semplice fatto che il Mediterraneo è diventato il centro strategico e geo-politico del mondo.
In questo momento storico, una valida ed incisiva “ politica estera europea “, avrebbe anche la funzione di sopperire ed integrare la debole “ politica estera americana “, verso alcuni Paesi del Medio Oriente ( vedasi l’irrisolto problema israelo-palestinese ) e verso i Paesi dell’Est, dal futuro ancora incerto e pieno di insidie. A conferma di ciò, si aggiungono i continui dissidi tra la Casa Bianca ed il Congresso americano, sulle modalità di risolvere taluni problemi medio-orientali ed altri ancora!!!! Insomma,“ la politica estera” sarà l’argomento più attenzionato nei prossimi anni, quasi come fosse il nostro pane quotidiano!!!
A proposito dei migranti, è necessario che venga rivista la Convenzione di Dublino che, obbliga i richiedenti asilo a fermarsi nello stato in cui sono approdati. Che tutti i Paesi europei abbiano la stessa normativa sull’asilo, anche se questo potrebbe significare che l’Italia dovrà ospitarne in maggior numero e con un miglior trattamento rispetto a quello attuale.
Che si assuma nell’agenda politica l’impegno per la Pace, perché i rifugiati fuggono a causa di violazioni dei diritti umani. Che si punti all’obiettivo dell’uguaglianza tra gli uomini, perché l’assenza di adeguati investimenti nella cooperazione e l’aumentata disuguaglianza tra Nord e Sud, producono migrazioni. E’ questa l’Europa che serve.

Alfio Selvaggio

NB Destinatari: ANSA, Parlamento europeo, Commissione europea.