I Disabili Siciliani dimenticati dalla Politica e dalla Burocrazia

Barriere architettonicheI disabili siciliani, chiamati elegantemente anche ” diversamente abili “, sono ancora in attesa che la Regione Siciliana preveda nel bilancio regionale il capitolo relativo ai contributi da erogare ai disabili per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati, in applicazione della n.13 del 9.01.1989 le cui graduatorie , già approvate per gli anni 2009, 2010 e 2011, non sono mai state liquidate . I politici del Sud sono poco rispettosi delle leggi nazionali, ed anche insensibili ai problemi della gente che, si trova in una situazione di svantaggio fisico ed a volte psicologico che, non gli consentono di avere una vita regolare.

Le città siciliane sono tutte “fuorilegge”, per il semplice fatto che, quasi tutti gli edifici pubblici e gli spazi aperti al pubblico, non rispettano la normativa prevista dalle leggi nazionali sull’abbattimento delle “barriere architettoniche”.
Ma la Sicilia é una Regione veramente ” Sui generis “, abbiamo 90 Consiglieri regionali, abbiamo tanti portaborse, abbiamo tanto clientelismo, nepotismo, familismo, abbiamo migliaia di guardie forestali ((tanto che qualche notte ho sognato di abitare all’interno della ” Foresta Amazzonica ! ed incontrarmi con la gente appartenente alle varie ” tribù”, oggi in via di estinzione).
In Sicilia i disabili siamo quasi 300.000, affetti da varie patologie quasi tutte invalidanti, come i paraplegici, i tetraplegici, cioé persone affette da paralisi che riguardano la parte inferiore del corpo oppure tutti e quattro gli arti. Gli affetti da sclerosi multipla con ridotte capacità deambulatorie e tante altre patologie degenerative ed invalidanti.

Tutti questi soggetti incontrano quotidianamente delle enormi difficoltà, sia per recarsi nei vari uffici pubblici: Comune, Scuole, Palestre, Ufficio Imposte, i quali sono sforniti di scivole, ascensori e montascale, sia per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico in quanto sprovvisti di pedane.
Anche gli edifici privati, privi di ascensore rappresentano degli ostacoli insormontabili per i ” diversamente abili ” ! tanto da ricorrere al montascale o all’ascensore a spese del malcapitato disabile, residente in Sicilia. Eppure la legge prevede un contributo a carico della Regione per l’acquisto di tali ausili che facilitano il raggiungimento della propria abitazione.
Anni fa l’Assessorato alla Famiglia e Politiche Sociali, aveva istituito un fondo specifico, per l’abbattimenteo delle barriere architettoniche, erogando un contributo parziale sulla somma totale spesa dal disabile. Ma dal 2009, tale fondo é stato soppresso, lasciando le varie istanze prive di risposta e senza essere state mai liquidate. Come mai tale fondo non é stato più ricostituito?
Accanto a questa totale indifferenza della Regione Sicilia, verso la categoria dei disabili, esistono delle Regioni d’Italia (come la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana), molto sensibili a questa problematica che a vario titolo viviamo.

Queste Regioni del Nord Italia hanno istituito nel proprio Bilancio un Fondo regionale per la non autosufficienza che, annualmente, viene alimentato per soddisfare le richieste dei disabili, costretti a fare i conti con le barriere architettoniche per raggiungere la casa di abitazione.
Anche l’Assessore alla famiglia Ester Bonafede, l’anno scorso aveva presentato un emendamento che prevedeva il rifinanziamento dei contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei condomini siciliani, ma la proposta non é stata presa in considerazione dall’Ars. Chissà perché ?…

A Caltanissetta, una delle province della Sicilia più disastrate per quanto riguarda l’accesso agli edifici pubblici, ” l’Associazione H ” ha già presentato esposto alla Procura della Repubblica, per l’inosservanza e l’inapplicabilità delle norme previste dalla legge n° 13 del Gennaio 1989.
Analogamente dovrebbero fare tutte le Associazioni dei Disabili, per fare sentire la loro voce presso le autorità competenti e, se non bastasse, anche attraverso azioni legali presso le varie Procure della Repubblica, per far
rispettare le leggi in favore di soggetti svantaggiati al fine di lenire le sofferenze personali e dei propri familiari.

Alfio Selvaggio

 

Destinatari: all’ANSA, al Presidente della Regione Sicilia, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Camera dei Deputati.