"Il Coraggio di cambiare". Un appello ai Viagrandesi da Ciccio Lo Cascio

Simboli, volti e nomi tra qualche mese saranno su tutti i muri del nostro paesino; lettere, schede e «santini» saranno coriandoli tra le mani degli elettori delusi; e poi ci sono i fiumi di parole che tuoneranno nelle sedi, e quelli già sentiti mille volte durante comizi monotoni e noiosi. I programmi? Riciclati. Le prospettive? Un miraggio. Le idee? Confuse. Intanto, mentre i lestofanti della politica nazionale sono a caccia di voti per le prossime nazionali, l’ultimo treno per la rinascita di Viagrande sta per arrivare. Magari è tardi, ma è l’ultimo e vale la pena tentare almeno di salirci. E’ questa la grandissima responsabilità che ricadrà sulle spalle dei prossimi candidati al consiglio comunale, Sindaco in testa, ed è la sfida proibitiva da affrontare.
Un’impresa titanica, sia chiaro, che si può realizzare soltanto sfruttando quelle armi che, per ragioni diverse, sono mancate nell’ultimo decennio.
Verosimilmente anch’io farò parte di una compagine dove i vecchi LUPI della politica Viagrandese saranno presenti, ma a differenza di altre compagini il vecchio politico starà dietro le quinte, non a manovrare i fili del pupo, ma a godersi lo spettacolo da invitato speciale, da persona che se ha avrà fatto tanto per il paese, starà lì seduto orgoglioso, e se avrà fatto poco per il paese starà seduto, ma comunque orgoglioso del cambiamento che noi giovani sapremo dare a questo paese.
Servono due cose semplici: il coraggio di cambiare e l’autonomia delle scelte. Come dire: una rivoluzione culturale che deve partire da un processo di svecchiamento e di pulizia di quella che è, senza preoccupazione, una classe politica e amministrativa devastante, che rinasce costantemente sulle sue stesse ceneri, che allaccia e straccia alleanze, che preferisce il proprio tornaconto al bene della collettività, e che ha generato lo sfascio e lo scempio che vive sotto gli occhi di tutti i Viagrandesi!!!
Non è più una questione di colore politico, non è più una questione di simboli.
Oggi, la buona amministrazione è una questione di dignità, di competenza, di trasparenza, di onestà, di impegno disinteressato. Merce rara, lo so.
Certe favole si possono raccontare a chi non conosce la storia, anche recente, di Viagrande, certe zavorre della classe dirigente si possono proporre soltanto a chi, per ragioni di opportunismo, si affida al voto clientelare.
Poi, però, contano i fatti. E quelli raccontano un paese in ginocchio, senza speranze, senza vita, dove non esiste il senso di appartenenza, dove le prospettive muoiono, dove la notte piomba giù già alle prime ore della sera, dove chi ha idee viene tagliato fuori, e dove non c’è più spazio per i sogni.
Certo, considerando i tempi, è tardissimo per sperare in un futuro consiglio comunale d’eccellenza, ma forse non lo è per avere il coraggio di cambiare, e dimostrare la totale libertà di scelte e l’assoluta assenza di controllati da parte delle «bande» di potere politico.
Basterebbe avere il coraggio di aprire il dialogo con i cittadini, indicare il processo di trasformazione del paese. Avere il coraggio di proporsi per il cambiamento epocale e non accontentarsi di essere una firma sugli atti del Palazzo Comunale. Sarebbe la dimostrazione che non esistono né trucchi, né inganni, un messaggio di indipendenza inviato complessivamente ai disonesti della politica .
Buon Anno a tutti.

Ciccio Lo Cascio

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