«Parco Monte Serra: decida la Corte dei conti»

Viagrande. L’ex sindaco Corsaro Boccadifuoco: «Grave il danno causato al Comune: trasmettere gli atti per trovare i responsabili».

Sulla vicenda del Parco suburbano Monte Serra, interviene ancora l’ex sindaco di Viagrande, Francesco Corsaro Boccadifuoco, chiedendo all’attuale presidente del Consiglio comunale, Domenico D’Agata, che tutto l’incartamento venga inviato alla Corte dei Conti. L’ultima novità riguarda il fatto che gli altri proprietari ai quali è stato occupato il terreno per realizzarvi il sito intendono aver pagato il loro terreno con gli stessi parametri stabiliti dal Cga: il che, secondo i tecnici, porterebbe il totale del debito da parte del Comune a oltre 2 milioni di euro.
«Mi sembra poco credibile, comunque grave, in ogni caso preoccupante – scrive in una nota l’ex sindaco – che il presidente del Consiglio comunale di Viagrande dichiari in aula di non sapere quale sia la reale entità della somma che il Comune deve ai proprietari del terreno espropriato per la realizzazione del Parco Monteserra. Somma che il Comune è stato condannato dal Tar a corrispondere al privato, a seguito del mancato, puntuale, completamento dell’iter procedurale per l’esproprio da me regolarmente iniziato e non portato a compimento dalle amministrazioni comunali che si sono succedute alla mia. Sono stato costretto alla affissione di manifesti, perché “qualcuno” aveva messo in giro la voce che la colpa del debito era mia o della mia amministrazione. Legittima difesa, pertanto, e giusta replica a calunniose accuse».
«In ogni caso – continua Corsaro Boccadifuoco – da un semplice esame sia della sentenza del Tar che del Cga può facilmente evincersi l’entità della somma dovuta dal Comune al privato, che supera gli 800.000 euro. Mi domando perché il Comune non abbia deliberato nulla sull’argomento, pur avendone il diritto-dovere, e perché il presidente del Consiglio non trasmetta gli atti alla Corte dei Conti per la ricerca dei responsabili e la loro condanna al risarcimento dei danni causati al Comune».

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 14 dicembre 2009)