Parco Monte Serra, un rebus

VIAGRANDE. Il presidente del Consiglio: «Nelle carte non si parla dei soldi per gli espropri».

Sulla vicenda del parco suburbano Monte Serra, che a Viagrande continua a tenere banco, in seguito alla nomina del commissario che dovrebbe liquidare le indennità di esproprio ai proprietari in rispetto alla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativo, è intervenuto, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, il presidente Mimmo D’Agata. «Non ho trovato, nelle carte in mio possesso, un documento in cui si parli degli 800 mila euro che il Comune dovrebbe sborsare per la vicenda del parco Monte Serra – ha detto il presidente del Consiglio – Sto continuando a studiare l’intero incartamento per cercare di venire a capo della complessa vicenda e poter dare risposte concrete ai cittadini
Tutti si chiedono da dove sia saltata fuori la somma di 800 mila euro che il Comune dovrebbe pagare a due dei proprietari dell’area sulla quale è stato realizzato il parco divenuto famoso in tutta Italia per la Casa della farfalle. C’è tuttavia da dire che furono gli amministratori di allora a rendere pubblica la somma di circa 800 mila euro che il Comune era stato condannato a pagare dai giudici del Tar, sentenza adesso confermata anche dai giudici del Ccg.
Certo, l’auspicio di tutti (amministratori comunali e cittadini) sarebbe quello di non dover sborsare una somma così cospicua: lo stesso presidente del Consiglio D’Agata, comunque, non ha smentito l’entità della somma, si è limitato a dire che la somma «potrebbe essere inferiore o superiore agli 800 mila euro di cui si parla».
Eppure, a leggere bene la sentenza del Cga, dove sono riportati i mq dei terreni espropriati (circa 38 mila) e la valutazione fatta dai due Ctu incaricati, non dovrebbe essere difficile, per i tecnici del settore, giungere alla quantificazione della somma finale da sborsare, alla quale vanno aggiunti tutti gli oneri (svalutazione, interessi legali, etc.).
La vicenda, intanto, ha fatto riaprire in paese la stagione dei manifesti murali, che in passato ha sempre caratterizzato i momenti più roventi della vita politico-amministrativa della cittadina.
Stavolta l’iniziativa è stata dell’ex sindaco Francesco Corsaro Boccadifuoco, il quale attraverso alcuni manifesti fatti affiggere in tutto il territorio comunale, si difende dalle accuse lanciate alla sua amministrazione che diede l’avvio al progetto.

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 6 dicembre 2009)