Viagrande (Parco Monteserra). Il Presidente del Consiglio Comunale chieda l’intervento della Magistratura contabile

La mancata emissione, nei termini di legge, del decreto di esproprio del Parco Monteserra, ha comportato la condanna del Comune di Viagrande al pagamento, ai proprietari del terreno, di oltre 800 mila euro. Una somma ingente che graverà sulle casse comunali, già in non floride condizioni. E’ evidente che aver fatto diventare “illegittima” una occupazione, da me effettuata in modo regolare e nel rispetto della legge, comporta delle responsabilità. Non ritengo, ma non spetta a me dirlo, che possa ipotizzarsi una responsabilità penale, quale l’omissione di atti di ufficio di cui all’art. 328 codice penale, o l’abuso d’ufficio, di cui all’art. 323 codice penale, ma mi pare indiscutibile, o comunque probabile, che sussista una responsabilità contabile a carico di chi avrebbe potuto, e dovuto, completare, nei termini, l’iter procedurale della pratica di esproprio. Ritengo che sarebbe opportuno, forse doveroso, che il Presidente del Consiglio Comunale trasmetta gli atti alla Corte dei Conti di Palermo. Ricordo, infatti, che a norma del Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 217, art. 42, “Il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo”. La Corte dei Conti potrà, così, accertare l’esistenza, o meno, di responsabilità a carico di chicchessia e procedere, poi, come per legge. Così potrà, finalmente, chiarirsi se esistono responsabilità, ed a carico di chi, ponendo fine alla massa di voci, incontrollate, che circolano per il paese. Qualora il Presidente del Consiglio non dovesse farlo, provvederò io stesso, stante la necessità che la vicenda venga chiarita, a trasmettere gli atti alla Corte dei Conti. In tal caso, tuttavia, mi vedrei, forse, costretto a denunciare i fatti al Procuratore della Repubblica, perché accerti le eventuali responsabilità di chi, pur avendone il dovere, non vi ha provveduto. Ed in tal caso è probabile che, a carico di qualcuno possano, sì, emergere gli estremi dei reati di omissione o di abuso di atti di ufficio. E che giustizia sia fatta.

Avv. Francesco Corsaro Boccadifuoco