Viagrande. «Per il Parco Monte Serra lasciai la pratica in regola»

Sulla vicenda del commissario ad acta, dott. Giuseppina Alessandra Sidoti, nominato dal Tar di Catania e insediatosi al Comune di Viagrande per eseguire un giudizio di ottemperazione nei confronti dell’amministrazione comunale, in merito al pagamento del terreno espropriato per realizzare (oltre 800 mila euro) il parco Monteserra, l’avv. Francesco Corsaro Boccadifuoco, sindaco di Viagrande dal 1985 al 1994, ci ha rilasciato delle dichiarazioni che riassumiamo nelle sue parti essenziali.
«L’intervento del commissario ad acta per il Parco Monteserra costituisce un ulteriore esempio di cattiva amministrazione – dichiara l’ex sindaco Corsaro – e non è la prima volta, infatti, che l’amministrazione comunale di Viagrande è costretta a pagare ingenti somme di denaro a causa del disinteresse della stessa.
L’amministrazione comunale da me presieduta ha progettato e realizzato numerose opere pubbliche di notevole interesse, ma è poi necessario che le amministrazioni successive, nel rispetto del principio della continuità provvedano, quantomeno, a completare l’iter procedurale di ogni esproprio e a gestire, in modo oculato, economicamente valido, e nell’interesse della collettività le opere pubbliche realizzate. La pratica relativa al Parco Monte Serra è stata da me lasciata in perfetto stato ed in modo proceduralmente ineccepibile, il Comune non ha provveduto a completare regolarmente l’iter e, pertanto, dovrà pagare una somma tale da far temere il dissesto economico. Medesima situazione, con un notevole esborso di denaro per l’iter procedurale relativo all’esproprio del terreno dove è stata realizzata, sempre dall’amministrazione da me presieduta, la nuova caserma dei carabinieri. Un danno economico, quindi, di cui qualcuno dovrebbe essere chiamato a rispondere dalle autorità competenti 
». Concludendo l’avv. Corsaro si chiede come mai «la società privata, che gestisce la Casa delle Farfalle e il Mula, attività che si svolgono in immobili di proprietà comunale, non paghi alcunché all’amministrazione comunale».

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 29 ottobre 2009)