Donna con bimbo di tre mesi azzannata da un cane che staziona a S. Salvatore

VIAGRANDE.
Una donna di 39 anni, che si trovava assieme a un bambino di tre mesi, è stata addentata ad un polpaccio da un cane che assieme ad altri sei staziona da tempo nei dintorni del centro commerciale di contrada San Salvatore; secondo alcune testimonianze di notte si rifugiano nei contenitori per rifiuti della zona (nella foto). La donna è ricorsa alla cura dei medici del pronto soccorso di Acireale. Il fatto è diventato di dominio pubblico soltanto ieri poemriggio: la signora che abita in via Leonardo da Vinci ha raccontato che “se non fosse stato per l’intervento di un coraggioso agente della polizia che abita a Trecastagni, il quale mi ha sottratto alla furia del cane, forse oggi non avrei potuto raccontare questa storia. Da quel pomeriggio ho paura ad uscire da casa poiché i cani continuano a stazionare nella zona“. Il sindaco Cavallaro ha detto che dopo un primo intervento già effettuato martedì se ne farà un altro e con l’autorizzazione del veterinario dell’Asl si cercherà di catturare i cani randagi.

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 17 maggio 2009)

  7 comments for “Donna con bimbo di tre mesi azzannata da un cane che staziona a S. Salvatore

  1. Toroinfuriato
    21 maggio 2009 at 12:17

    Salutamu,
    purtroppo questa è una brutta vicenda, che fa capire una cosa, l’animali san’astari do recintu, e basta, lassannu peddiri ca animali ci sù macari i chistiani, comu si pò pritènniri ca sti cani diventunu arucati.
    A cuppa è di sti ambientalisti, c’afànu custari n’occhiu ma non si cunghiuri nenti, l’unicu rimediu è na bella puppidduzza profumata con assenza di ogghiu frittu.
    Cari ambientalisti non me ne volete, ma avete rotto i maroni, con queste difese stupide che non fanno nulla per risolvere i problemi, anzi li aggravano.
    Però al momento chè un cane “vall’anza” siete subito pronti a fare il 112, 113, 1515 e u restu, dando subito la colpa al comune che non si interessa, non sapendo neanche di chi sia la competenza. Appoi però, quannu veni u ‘nghiaccacani siti pronti a diri “poverini questi cani, non li maltrattate lasciateli stare in pace, povere bestie, che non fanno nulla di male”. Ma unni semu, cu a voli cotta, cu a voli crura, non putemu mai iri avanti in Italia.
    Dobbiamo finirla con questo modo di vivere, bisogna essere decisi nella vita, si devono prendere decisioni nette, che piacciono o no si devono fare regole severe.
    Arrisenticci!

    Com. Toroinfuriato

  2. Denebola
    22 maggio 2009 at 11:14

    Il livello di civiltà di un paese lo si può capire dal rispetto che si ha verso gli animali. Ha mai sentito di episodi analoghi successi in Svezia? I cani non nascono cattivi, se lo diventano è per colpa degli uomini che li abbandonano e delle autorità che non fanno il loro dovere. Lei vuole risolvere il problema con le polpette avvelenate che sanno di olio fritto? Io avrei un’altra idea: le caramelle per i topi che sanno di fragola da dare ai suoi bambini, ad evitare che da grandi possano emularla.

  3. Toroinfuriato
    23 maggio 2009 at 23:53

    Salve,
    Caro o cara Denebola, ho precisato di non prendersela tanto, ma visto che ha risposto così, si meriterebbe proprio lei le caramelle, non per i suoi figli, ma per tutta la sua generazione di elementi guasti della società italiana. Non solo pretendete di baciare e leccare la bocca al cane, mangiando nello stesso piatto, pretendete pure che gli altri la pensino come voi, facendo pagare le tasse per sfamare i cani bastardi, che non sono abbandonati o cattivi per colpa dell’uomo, ma sono bastardi di razza che nascono e si accoppiano da soli ovunque, perché vivono allo stato brado.
    Ora dovremmo impiegare le autorità per queste scemenze, non bastano per le persone che hanno bisogno, figuriamoci per queste cose, quelli come lei, anziché spendere soldi per allevare cani e gatti vicino ai cassonetti comprando scatolette, fomentando la riproduzione, sporcizie di merda e fetore, perché non aiutano le persone che hanno di bisogno, che sono sole, che non hanno casa, che hanno bisogno di un piatto di pasta. E no, se vedete un barbone ve la fate alla larga, magari prendete qualche malattia.
    In ogni caso la civiltà che hai tu, è quella di mangiarti una bella fetta di vitello arrosto, o un bel cotechino, o un salmone affumicato, un pollo allo spiedo, mi fai arririri…. “picchì non t’ammangiari macari u cani”, che ti cambia, è buono come l’agnello sai, hai letto i giornali, che non tanto lontano a Tardaria (Pedara) li cucinavano meglio del castrato?….magari senza saperlo lo hai mangiato, (attruanu 250 testi di cani motti). Ti consiglio di andare a fare una battaglia, nei posti dove invece li mangiano, ….. com’è, lì la civiltà non và o magari criticano te perché ti mangi il suino.
    Siete degli ipocriti, pretendete l’aumento di tasse per sfamare cani con costi enormi, mantenendoli nei canili, e poi professate la libertà degli animali, allora se è così, si lasciano liberi come una volta, del resto sono esseri viventi che devono cavarsela come gli altri, magari iniziando a rosicare per prima, i tuoi bambini e poi il resto dei tuoi simili. (accussì vi luati do menzu)
    ‘nzuppilu ‘nzuppilu

    Com. Toroinfuriato

  4. Denebola
    24 maggio 2009 at 8:39

    Nel Suo precedente intervento Ella ha minacciato di eliminare i cani randagi con polpette avvelenate, cosa che è già avvenuta e potrebbe accadere ancora. Considerato che non La conosco e quindi non so se ha figli, la mia era chiaramente una legittima provocazione. Nel farLe i miei complimenti per le Sue espressioni Oxfordiane, Le auguro tanta serenità.

    P.S. La informo che non intendo rispondere ad una eventuale Sua replica, per me il discorso è chiuso.

  5. Cav. Muccapazza
    29 maggio 2009 at 15:50

    Egr. Sig. Danebola;

    le Sue pur leggittime difese verso i cani, vanno a farsi benedire quando eleva i toni paragonando la vita di un cane a quella dei bimbi…
    Lasci a ognuno di noi la propria idea, in ossequio alla libertà d’espressione, che deve essere un bene di tutti e non solo di chi la pensa come noi.
    Anche io francamente sono per la soppressione non cruenta dei randagi, troppe aggressioni, troppi rischi e quando vengono catturati, troppi costi.
    Rammento a tutti i perbenisti che col costo giornaliero di un randagio, si sfamano 2 bimbi africani, scusate se vi sembra poco, ma con tutti i randagi sfamati in europa… mangerebbe tutto il continente africano.
    Inoltre, sia per strada che nei canili, queste povere bestiole soffrono maledettamente.
    Inoltre, la sicurezza fisica dell’uomo è più importante di qualunque altro animale.
    Inoltre, capisco che la colpa è di chi li abbandona, ma purtroppo così è, quindi si deve pur provvedere.
    Inoltre, la presenza di randagi abbandonati rappresenta non più del 20%, il restante 80% è dovuto agli accoppiamenti.
    Inoltre, mi auguri pure se vuole di mangiare le caramelle per topi… alle mucche non nuociono.

    Ossequi, Cav. Muccapazza.

    P.S.
    quando parlo di soppressione non cruenta, mi riferisco all’eliminazione con l’ausilio di farmaci appositi somministrati da Veterinari.

  6. Denebola
    29 maggio 2009 at 18:00

    Sig. Cav. Muccapazza,
    pensavo di non dover più tornare sull’argomento, ma siccome sono una persona civile sono tenuto a rispondere anche a lei. Credevo di avere spiegato ampiamente che la mia risposta al Sig. Toroinfuriato era da considerare una provocazione. Pensa davvero che si possa fare un accostamento tra cani e bambini? Anch’io sono per la libertà di idee e di espressione, però sempre nel rispetto della legalità, e la legge attuale prevede sanzioni di natura penale anche per chi maltratta gli animali, figuriamoci per chi li elimina. In un paese civile, come ad esempio la Svezia, il problema dei cani randagi non esiste, primo perchè la gente non li abbandona, secondo perchè lo Stato si accolla i costi. Lei dice che con il costo per mantenere un cane si sfamano due bambini in Africa. Ho i miei dubbi, i bambini africani continuerebbero a morire. Ne è una prova che con il costo dei botti di S. Mauro se ne potrebbero sfamare 10.000, eppure a nessuno è mai venuta l’idea di proporre di destinare ai bambini africani il 10% di quello che si spende per S. Mauro. Quà non occorre un intervento dello stato, basta un pò di sensibilità e di fede cristiana. Il Santo sarebbe più contento e noi tutti più in pace con le nostre coscienze. Piacere di aver fatto la sua conoscenza Cavaliere, la saluto con viva cordialità.

  7. Toroinfuriato
    30 maggio 2009 at 9:14

    Salve,
    sono d’accordo Cav. Muccapazza, non ci sono affatto dubbi, un bambino in Africa, con l’adozione a distanza, si fa vivere da pascià con soli 10,00 euro al mese. Invece, questi cani tenuti rinchiusi e da schifo nei canili, costano ai comuni circa 4,00 euro cadauno al giorno. Fate un calcolo, considerando la vita media di un cane, quanto grava sulle tasche dei cittadini, altro se muoiono lo stesso, i bambini africani, vivrebbero invece da Principi e senza toccare, la festa di S. Mauro.
    Salutamu…

    Com. Toroinfuriato