Via Poio, incubo rifiuti

Viagrande. Scoperta l’ennesima discarica abusiva nella zona con materiale di risulta e tronchi di palma.

La lotta tra le amministrazioni pubbliche e gli «untori» delle pubbliche vie anche a Viagrande, evidentemente, è una lotta ad armi impari: da una parte mancano i mezzi e gli uomini (e talvolta, forse, anche la volontà) per cercare di individuare gli incivili nell’atto in cui scaricano dalle loro auto, se non proprio dai loro camion, materiali di risulta d’ogni tipo, compresi quelli che vengono ormai ritenuti materiali inquinanti o infetti, come i tronchi delle palme colpite dal punteruolo rosso, che vengono eliminati dai propri orti o giardini e scaricati nel primo spazio pubblico che si incontra.
Delle discariche abusive di via Poio ci siamo occupati più e più volte e più e più volte sono state eliminate, ma, sistematicamente, a distanza di poche ore «rinascono» più «ricche» di prima.
Quella che documentiamo con questo ennesimo articolo è l’ultima, creata da qualche giorno o settimana: l’Ato Aciambiente, d’accordo con l’assessore comunale Fabio la Rosa, sicuramente provvederà a eliminarla, ma sicuramente non gratis.
Si tratta, infatti, di soldi dei contribuenti locali che vengono sottratti magari per altri possibili utilizzi. Sarebbe ora che proprio i cittadini si mettessero di buona lena a segnalare, ogni qualvolta ne peschino qualcuno, questi «untori» alle competenti autorità sanitarie o di pubblica sicurezza.
Non è un problema del fare la spia: è un problema di civiltà. La collettività non può costantemente pagare l’inciviltà altrui: i mezzi per smaltire materassi, frigoriferi, umidi e quant’altro dalle proprie abitazioni o ville, le amministrazioni pubbliche li hanno messi a disposizione.
Basterebbe fare una semplice telefonata. Se non la fanno gli incivili, sarebbe opportuno che la facessero le persone che sanno cos’è la civiltà. Non basta lamentarsi o segnalare le discariche abusive: occorre agire con maggiore coraggio se si pretende, a ragione, una città più pulita.

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 10 maggio 2009)