La «cura Brunetta», funziona anche qui: al Sud uno su due non marca più visita

A Casal di Principe contrazione record: meno 90 per cento.
Municipio di Napoli: si registra una flessione del 43 per cento.

NAPOLI – Bene. Una cosa l’hanno sicuramente guadagnata, sul finire dell’anno scorso, i dipendenti pubblici: la salute. Hanno potuto più la perdita d’acquisto degli stipendi e il crollo dei consumi, che l’influenza. Insomma, virus, affezioni e morbilità varie pare siano state spazzate via dalla ‘‘cura’’ Brunetta: lotta alle finte malattie; dagli al fannullone. I tecnici del ministero della Funzione pubblica hanno monitorato le assenze per malattia dei dipendenti. I dati ultimi sono al novembre del 2008 (confronto con lo steso mese 2007, all’epoca Brunetta non era ancora al Governo), visto che ancor oggi si stanno raccogliendo quelli relativi a dicembre (le strutture, tramite apposito modulo indicano i numeri al ministero). Sotto la lente sono finite 1.560 amministrazioni (dai ministeri stessi, alle Dogane; dalle Regioni, alle Province ai Comuni per finire alle Asl), scovandovi un milione 64mila 645 giornate di malattia retribuite e no, in solo mese. I tassi di riduzione delle assenze per malattia nelle diverse macroaree del Paese appaiono relativamente simili. Le variazioni sono comprese tra il -38,9% del Centro e il -43,9 delle regioni del Mezzogiorno. Più rilevanti sono, invece, le differenze territoriali rilevate per le assenze per malattia superiori ai 10 giorni, dove si passa dal -40,2% di Sud e isole al -29,3 del Nord ovest. Considerazioni analoghe posso essere svolte relativamente alle assenze per alti motivi, con valori compresi tra il -19,4% di Sud e Isole e il -8,3% del Nord ovest.

La maggiore presenza sul posto di lavoro è stimabile in circa 65mila unità. Il risparmio per il bilancio dello Stato può essere valutato in circa 230 milioni di euro all’anno. Il caso più eclatante lo si registra in Puglia (per quanto riguarda il Mezzogiorno), dove le assenze sono diminuite del 67,8%. Mentre è il favoloso Far East, cioè il Trentino Alto Adige, a far figura barbina, dato che le assenze sono aumentate del 21,8%. Scendendo nel dettaglio, conviene dare uno sguardo ai Comuni italiani più grandi. Nel Mezzogiorno è Potenza che registra il decremento maggiore 53,3%, mentre e Bologna fra le grandi aree metropolitane a piazzarsi al primo posto con un calo del 58,3. Napoli si attesta su uno score del -43%, Catanzaro -32,3%, Roma -29,9 e Genova -47,9%. Infine, Milano -31,1%, Palermo -37,9 e Firenze -33; il dato di Bari non è pervenuto. Il panorama appena delineato, e quello più particolare che in avanti analizzeremo, disegna una situazione strutturalmente nuova: l’azione del Governo ha modificato in modo strutturale i comportamenti dei dipendenti pubblici; nel pubblico impiego la propensione all’assenza per malattia appare ridursi in funzione dalle nuove aspettative indotte da un nuovo corso ispirato a principi di premialità, rettitudine e maggiore resposabilizzazione. Nel dettaglio regionale, cominciamo dalla Campania, dove il ministero stesso della Funzione pubblica ha evidenziato «le riduzioni più significative» (5) su 29 strutture monitorate. In cima, con -87,8& c’è il Comune di Sant’Antonio Abate. Seguono il Comune di Villaricca (-75,6%), l’amministrazione provinciale di Avellino (-69,6), il Comune di Casal di Principe (-67,8), l’amministrazione provinciale di Salerno (-67,6).

In Puglia le «eccellenze» sono 5 su 30. In testa troviamo il Comune di Mottola che registra una riduzione pari al -91,2%. Poi quello di Polignano a Mare (-78,2) e l’Asl di Foggia (-78), il Comune di Palagianello (-68,5) e l’amministrazione provinciale di Bari (-68,1). In Calabria le strutture analizzate sono 16, ben 5 i casi degni di nota. In testa l’amministrazione provinciale di Reggio Calabria, con un decremento del 61,4%. A seguire ci sono i Comuni di Reggio Calabria (-59,1) e Villa San Giovanni (-54,8). Infine, l’amministrazione provinciale di Cosenza (-52,3) e il Comune di Crotone (-49,5). Anche in Basilicata sono 5 le segnalazioni su 15. Il Comune di Rionero in Vulture riscontra una percentuale altissima di minori assenze: -83%. Davanti all’Amministrazione provinciale di matera (-61,7%), il già citato Comune di Potenza, l’Asl di Montalbano Ionico (-50%) e il Comune di Bernalda (-46,5%). Infine la Sicilia con 5 super-casi su 50 enti monitorati. In testa troviamo il Comune di Canicattini Bagni con un significativo -87,3%. Seguono l’Asl di Caltanissetta (-82%), il Comune di Viagrande (-80), l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia «Adelmo Mirri» (-76,1) e l’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia.

(font: Corriere del Mezzogiorno – Patrizio Mannu, 19 gennaio 2009)