San Mauro, «uscita» con il bel tempo

Viagrande. Nonostante l’afflusso massiccio di fedeli, una festa all’insegna della sicurezza.

Grande soddisfazione da parte dei «mastri di festa» (quelli che organizzano le quattro fasi principali dei festeggiamenti per il Patrono San Mauro), del cassiere della commissione centrale (che cura luminarie, concerti e manifestazioni esterne), del parroco Alfio Bonanno (per le affollate cerimonie religiose) e del neo comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo aiutante Saverio Girardi, poiché, nonostante la massiccia partecipazione di fedeli, di spettatori e di turisti (aficionados dei fuochi d’artificio), a Viagrande tutto si è svolto nella massima sicurezza, soprattutto nella fasi più «pericolose» e più emozionanti della festa, costituite dall’entrata dei giovani cantanti e dalla trionfale uscita del Santo.
I giovani cantanti dei quartieri di Scalatelli e di S. Caterina, con un tifo per i loro quartieri che somiglia a quello calcistico, hanno offerto uno spettacolo di fuochi d’artificio gradito da tutti coloro che amano questo tipo di spettacolo.
Ieri mattina, molte persone si sono complimentate con il neo comandante dei Cc. Girardi, che ha istituito un ineccepibile cordone di sicurezza in piazza S. Mauro al fine di far godere tranquillamente a tutti i presenti il fantasmagorico spettacolo dei fuochi.
La trionfale uscita del Santo, alle ore 13 di ieri, è stata davvero trionfale, sullo stile di quelle che hanno contrassegnato la festa in circa tre secoli: accettabile il crepitìo provocato dalla moschetteria, durata circa 12-13 minuti, con il contorno di altri fuochi che hanno deliziato la strabocchevole folla.
Al di là di tutte le cerimonie religiose, dei concerti bandistici, dei fuochi d’artificio, ai «santimauroti» di una certa età stanno a cuore due cose: il ritorno del bel tempo, che per l’uscita del Santo è stato da sempre considerato una specie di miracolo di S. Mauro, e l’intenso ed emozionante sventolìo di fazzolettini bianchi alla svelata del Santo.

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 16 gennaio 2009)