Polemiche sui fuochi della festa

Viagrande. Interrogazione sui possibili rischi. Il sindaco: «Sicurezza innanzitutto».

Entrano nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Mauro Abate, patrono di Viagrande, con le polemiche e le problematiche di sempre, approdate, in questa edizione, anche sugli scanni del Consiglio comunale in seguito a un intervento del consigliere di opposizione, Antonio Intelisano, il quale ha chiesto al sindaco, Vera Cavallaro (che è anche presidente del Comitato dei festeggiamenti), quali misure di sicurezza sono state adottate per evitare pericoli durante i fuochi d’artificio della vigilia della festa, accesi in via Aldo Moro, nella gara tra i quartieri di Scalatelli e S. Caterina.
«Mi risulta che gli abitanti di via Garibaldi bassa hanno inviato lettere all’amministrazione comunale chiedendo misure di sicurezza per evitare eventuali danni alle abitazioni e alle persone nella zona interessata dagli spari».
Il sindaco Cavallaro ha risposto che in, effetti, da qualche anno a questa parte pervengono all’amministrazione un numero sempre maggiore di lettere di cittadini che esprimono giudizi negativi sui fuochi d’artificio di S. Mauro, ma è convinta che sarà dato spazio «innanzitutto alla sicurezza».
Le polemiche sui fuochi d’artificio, comunque, ci sono sempre state e continueranno a esserci, sebbene poi agli spettacoli partecipino migliaia di persone, provenienti anche dal sud Italia (Campania, Calabria e Puglia). Tuttavia, non va trascurato il fatto che il territorio di Viagrande ormai è ricco di ville e villini (la popolazione tocca gli 8 mila abitanti, di cui oltre un terzo non indigeni) e trovare un sito che non abbia nel raggio di 200 metri case di civile abitazione, diventa sempre più difficile.
Le problematiche riguardano l’occupazione di strade provinciali e comunali da parte dei venditori di mercanzie varie, che non vengono chiuse ufficialmente al traffico (tranne piazza S. Mauro e dintorni).
E’, quella di S. Mauro, una festa patronale molto complessa e per organizzarne le varie fasi i devoti si sottopongono a sacrifici immani e, pertanto, per almeno 10-15 giorni, occorre molto buon senso da parte di tutti, così come da secolare tradizione. Anche se i tempi, ovviamente, cambiano.

(font: La Sicilia – Paolo Licciardello, 13 gennaio 2009)

  5 comments for “Polemiche sui fuochi della festa

  1. Denebola
    15 gennaio 2009 at 17:29

    I fuochi sono pericolosi ed è giusto attuare tutte le misure di sicurezza per prevenire incidenti. Ma il Sindaco, che è anche medico, certamente saprà che i forti rumori producono danni anche irreversibili alla salute. Proprio per questo molti comuni li hanno proibiti tassativamente. Una volta Viagrande era ritenuta una cittadina ideale per trascorrerci le vacanze, oggi è diventata la più rumorosa del comprensorio etneo. Sicuramente non è un primato di cui vantarsi. Sarebbe l’ora di voltare pagina.

  2. C.V.M
    14 febbraio 2009 at 7:42

    Salve a tutti, mi sono sentito in dovere di dire la mia sui fuochi d’artificio.
    Essendo un cittadino di Viagrande di vecchio stampo vorrei ricordare che i fuochi si sono sempre sparati e che il nostro paese non è un rifugio per chi scappa dalla città e viene qui credendo di trovare un paese dormitorio bello tranquillo e silenzioso, non accettando le tradizioni locali.
    Quando qualcuno parla di rumori dannosi per la salute vorrei ricordare che il traffico è aumentato e lo smog anche, ma non per questo noi viagrandesi doc diciamo al Sindaco di non accettare più nuove residenze perchè il paese è troppo rumoroso e caotico.
    Con questo messaggio vorrei far capire che noi siamo ospitali e che vogliamo che la gente venga a risiedere nel nostro paese accettando però le nostre tradizioni e la nostra cultura paesana.

    Saluti
    Coco Vincenzo Mauro

  3. Denebola
    14 febbraio 2009 at 15:35

    Gentile Signor Coco,
    il suo intervento mi lascia stupefatto. Un cittadino che decide di venire a vivere a Viagrande deve accettare le tradizioni locali, anche se queste violano le leggi nazionali? Forse Viagrande è una repubblica autonoma con sue leggi speciali? Sembra di si, visto che si potrebbe chiedere al sindaco di non accettare più altre residenze. Allora mettiamoci dei cartelli nelle strade di accesso: “VIAGRANDE – Comune rumoroso e caotico – NON SI ACCETTANO ALTRI RESIDENTI”. Le sembra una soluzione valida e legale? Il mio intervento voleva essere solo un invito alla moderazione.

  4. C.V.M
    15 febbraio 2009 at 21:20

    Salve a tutti.
    Senza parole……………………………
    No Comment

  5. Antonino Billone
    21 marzo 2009 at 10:59

    Mi trovi d’accordo Vincenzo,

    ritorno un po’ a dibattere nell’interesse esclusivo di dire la mia e di non volere assolutamente, contrastare il pensiero altrui ma, scrollare in noi un pensiero libero da etichette politiche o principi fantomatici che nulla hanno a che fare con un dibattito serio e costruttivo.
    Credo che sulla festa di S. Mauro, c’è una polemica sterile, superficiale e inutile che non trova ragione se non per alimentare polemiche e scontri tra noi viagrandesi, inutilmente.
    In primo luogo, la moderazione a Viagrande è sempre esistita, dove si festeggia se non la più bella, una delle feste più pulite, eleganti e di stile, che esistono tra i paesi Etnei.
    Io sono un Musicista, ed ho suonato con la banda musicale, in quasi tutti i paesi Etnei, oltre che fuori provincia, conosco benissimo le altre realtà e posso asserire che su alcuni aspetti, le feste dei rispettivi Patroni sono molto simili.
    Volevo contraddire alcune affermazioni riguardo ai fuochi, per sostenere che non c’è nulla di illegale e che Viagrande non infrange le leggi Nazionali, ma le rispetta come è giusto che sia, altrimenti, si vuol dire che i CARABINIERI, e la POLIZIA MUNICIPALE, non svolgano il proprio lavoro, in quanto, per poter accendere dei fuochi d’artificio, specie in luoghi pubblici, si viene denunciati e arrestati, se non si hanno le regolari licenze e/o non si rispettano, le leggi vigenti.

    Art. 57 del T.u.l.p.s.: “senza licenza dell’autorità di pubblica sicurezza non possono spararsi arma da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi d’artificio, innalzarsi aerostati con fiamme o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa”.

    L’accensione dei fuochi artificiali deve invece essere effettuata da una persona con idonee capacità tecniche (artt. 48 T.u.l.p.s o 101 reg. esecuzione) ed è subordinata a preventiva verifica delle misure di sicurezza relative all’area di sparo che deve essere delimitata ed interdetta al pubblico, sgombra da materiali infiammabili ed ad idonea distanza dalle zone di accesso al pubblico e con assistenza della forza pubblica, come prescritto dall’art. 110 del reg. tulps comma 3.
    ____________________________

    Non riesco a capire, come tanti a Viagrande (dei facenti dormitorio) purtroppo, associno, snaturando la nostra festa a comportamenti puramente paesani, ciò che in realtà non è.
    Il bello è che i nostri comportamenti, essendo per la maggior parte determinati da tradizioni, ci sono stati trasmessi dai nostri avi, e fu proprio così, perché tutto parte dalle nostre origini.
    Viagrande, si vuole, che avesse preso il nome dell’antica via che conduce a Messina” scrive il Mirone.
    Le prime notizie su Villalori e Vilardi (oggi Viscalori e Velardi) si riferiscono al 1124, anno in cui fu costruita in quella zona una prima piccola chiesa. Dal XII secolo in poi lo sviluppo delle due borgate separate l’una dall’altra ed abitate da “Catanesi ed Acesi” sembra seguire un andamento lento ma, costante malgrado la drammatica parentesi dovuta all’eruzione del 1408 che, causò gravissimi danni all’economia agricola di quei luoghi.

    Con ciò voglio dire che Viagrande e i Viagrandesi Doc, discendono dai Catanesi e anche Acesi, per cui, nessuno può dire che esiste differenza tra noi e i nostri avi, che tra l’altro, S. Agata la festeggiano in grande e a suon di fuochi più di S. Mauro, avete visto i fuochi della famosa “A sira o’ trì”?
    Senza considerare quelli del rientro, alle 5:00 del mattino, con cui tutti i paesi Etnei si svegliano ricordandosi S. Agata.

    Non capisco però, perché solo a Viagrande, la gente, (cioè alcuni) si lamenta dei troppi fuochi, quando così non è o per lo meno, è nella norma, cioè come gli altri comuni limitrofi, con Catania capofila.
    Allora mi chiedo, cosa dovrebbero dire gli abitanti di:

    Aci Bonaccorsi (S. Stefano), Fuochi a non finire per la vigilia “Festival Nazionale” in più all’uscita e rientro del santo.
    Trecastagni (S. Alfio C. F.), Fuochi con i partiti come Viagrande e al Rientro del Santo alle 2:00 di notte.
    Aci Sant’Antonio (S. Antonio in Gennaio e Agosto), Fuochi per ogni Candelora, (sono quattro) fino ad oltre le 01:00.
    Sant’Alfio (S. Alfio C. F.), Fuochi all’uscita dalle 15:00 fino alle 18:00 ininterrottamente, oltre quelli della vigilia.

    E così via tutti gli altri:
    Acireale (S. Sebastiano e S. Venera),
    Aci Catena (Mad. Della Catena e Santa Lucia),
    Aci San Filippo (S. Filippo D’Agira),
    Pedara (Mad. Della Annunziata e S. Antonio),
    Gravina di Catania (S. Antonio da Padova),
    Tremestieri Etneo (Mad. Della Pace e Santa Barbara),
    Mascalucia (S. Vito),
    Nicolosi (S. Antonio e S. Antonio da Padova),
    Aci Castello ( S. Mauro in Gennaio e Luglio),
    Aci Trezza (S. Giovanni Battista),
    Paternò (Santa Barbara),
    Belpasso (Santa Lucia),
    San Gregorio di Catania (S. Gregorio Magno),
    Mascali (S. Vito)
    Dopo alcuni anni di Blackout, si è nuovamente aggiunto San Giovanni La Punta (S. Giovanni Evangelista)
    Ecc.. ecc.. posso elencarne ancora ma, tutte vecchie tradizioni.

    Certo, non per questo sono d’accordo su tutto, sulla festa intatti, si potrebbero in realtà ridefinire, alcuni aspetti che con gli anni sono ormai scemati, dove il giorno di San Mauro, era arricchito da Majorette, Sbandieratori e sfilate di Bande Musicali, tutte scelte che sfumarono nel momento in cui si decise, che era importante investire sull’illuminazione della piazza San Mauro, scelta che smagrisce e assorbe tutto o gran parte del contributo comunale.
    Cambiamento che nonostante sia criticabile, viene dettato dalla cultura delle nuovi menti che si successero nelle commissioni seguenti gli anni 87-88, certo l’illuminazione particolare è bella, nulla da dire ma, porta via una spesa non indifferente che, è il doppio a volte il triplo di quella sostenuta in quest’anno 2009, che malgrado ciò è stata al quanto bella e non comune.
    Senza nulla togliere poi, alla tradizione dei fuochi che comunque, non è un obbligo da parte di nessuno, perché i vari proventi delle raccolte, sono del tutto spontanei e dati dalle persone, in differenti misure, le quali stabiliscono, essendo delle commissioni dedicate, cosa in realtà, ognuno di noi preferisce contribuire, nella festività di S Mauro.
    Aggiungo, che anche se le tradizioni ci vengono trasmesse, ereditate ed inculcate, siamo comunque noi determinanti nel cambiarle in meglio o in peggio, a secondo delle vedute e magari trasformare in tradizioni, quanto non ci piace o non vogliamo, pretendendo che altri condividano i nostri piaceri o comportamenti, oltre che le nostre vedute.

    Se invece vogliamo essere maldicenti”, pensate ed immaginate se si facessero delle commissioni, atte a fare beneficenza ai Bambini del terzo mondo, credete di trovare qualcuno disposto a raccogliere o comunque, di raccogliere gli stessi proventi?

    Saluti