Le battute di Berlusconi

Dal 1994 Berlusconi è il leader politico che comunica meglio in Italia.
Vale la pena ricordarlo, a poche ore di distanza dalla sua uscita di ieri, quando in conferenza stampa da Mosca ha detto che Obama ha tutto per andare d’accordo col presidente Medvedev, perché «è giovane, bello e anche abbronzato».

Non è la prima volta che Berlusconi fa gesti sconvenienti o cosiddette «gaffe»: nel 2002 fece le corna dietro il ministro degli esteri spagnolo; nel 2003 diede del kapò all’eurodeputato della SPD Martin Schulz, che lo aveva criticato; lo stesso vale per le barzellette, la bandana esibita, le revisioni storiografiche all’acqua di rose.
Malgrado la sistematicità di questi episodi, molti si ostinano a considerarli sviste, errori più o meno gravi. La domanda che viene spontanea (se non ti fermi a riflettere) è questa: come si fa a dire che comunica bene uno che infila una gaffe dietro l’altra? Ma Berlusconi non fa gaffe. Berlusconi dice e fa solo cose che alla maggioranza degli italiani piacciono. In questo senso, la sua comunicazione è efficace: è sempre magnificamente adatta alla maggioranza degli italiani.
Alcuni si vergognano? Altri si indignano? Sono la minoranza. Il resto degli italiani – e sono di più – ridono, ammiccano, si danno di gomito. La solita sinistra barbosa e moralista, pensano.
Ricordo che già nel 2002 Michele Serra commentava le corna al ministro spagnolo con queste parole:

«Un mucchio di gente, in Italia, troverà geniale questa informalità, questa franchezza, questa spontaneità. E si dirà: già, perché fin qui tutti quei noiosi barbogi incravattati hanno perso tempo con quei ridicoli cerimoniali? Non sarebbe meglio, molto meglio, una sana pacca sulle spalle, una barzelletta sui negri o sui finocchi, un lancio di molliche di pane a tavola, proprio come tutti noi (ipocriti) facciamo normalmente, quando non siamo imbalsamati dall’etichetta? E la buona vecchia gara di peti, da quanti anni, da quale caserma, da quale rifugio alpino non abbiamo più lo spirito per farla, la buona vecchia gara di peti?». (Michele Serra, La Repubblica, 2 febbraio 2002)

E all’estero? Trafiletti sui giornali, due minuti su qualche notiziario (vedi questa carrellata): la consueta fugace compassione per il folclore italiota. Come sempre, da 14 anni, perfettamente rappresentato da battute grossolane.

Ecco l’ultima.

(font: La Repubblica – Michele Serra, 07 novembre 2008)

  1 comment for “Le battute di Berlusconi

  1. Daniele Cristaldi
    9 novembre 2008 at 23:02

    Giusto oggi leggevo che Carla Bruni, in risposta all’ultima “battuta” del premier, diceva “felice di essere diventata francese”. Sciovinismo snob da francese a parte, penso che incarni perfettamente il sentimento di coloro i quali con un premier del genere si vergognano d’essere italiani.
    Mio cugino dall’Irlanda dice che gli irlandesi quando scoppia un caso di corruzione politica nel loro paese usano il termine “berlusconism”. Un amico mio in vacanza in Olanda mi ha raccontato che gli olandesi non riuscivano a credere che fosse stato rieletto.
    Ma per fortuna, la politica di Berlusconi raccoglie consensi in America, più precisamente dal capo politico del Ku Klux Klan, come si può leggere in questa intervista: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/10/29/parla-il-leader-del-nazionalismo-bianco-il.html

    Ma in ogni caso, ha vinto, governa con un’ampia maggioranza e “pare” abbia consensi altissimi, quindi ridiamo tutti in coro per le battute (o stronzate) del nostro Premier.

    E Amen…