3 giorni alla partenza del treno culturale “La Cornucopia Onlus”

Il 19 ottobre 2008, l’Associazione Culturale Onlus “LA CORNUCOPIA”, inaugura le proprie attività.
Siamo pronti, dopo mesi di lavoro… finalmente si parte, con tutto l’entusiasmo, la voglia di fare, la voglia di esserci… senza se… senza ma… senza però.
Il nostro è un treno culturale sul quale si viaggerà comodamente, liberi di muoversi, ma rispettando lo spazio di ciascuno.
Ad ogni stazione cercheremo la collaborazione di quanti, lì, in attesa che il treno passi, ci vedranno… e saremo ben lieti di accoglierli per viaggiare insieme fino alla meta.
Attraverseremo montagne innevate, vallate, tunnel, foreste, campi di grano e giardini fioriti, ma il nostro treno correrà libero, libero da vincoli e pastoie, da pregiudizi e condizionamenti.
Di tanto in tanto alzeremo lo sguardo e ci perderemo nel cielo stellato, poi proseguiremo serenamente il nostro cammino.
“Artisti di ogni genere, cultori ed appassionati d’arte, filosofi, uomini di scienze e di cultura”, salite sul treno della CORNUCOPIA e viaggeremo insieme verso l’affermazione di un principio fondamentale che vuole la cultura essenza dell’essere umano.
Chi persegue finalità diverse… salga su un altro treno.
… E come disse un grande uomo:
                                        “le parole spiegano, ma i fatti convincono
                                                                        (Giovanni Paolo II)

Maria Grazia Palermo e Santo D’Agata

  9 comments for “3 giorni alla partenza del treno culturale “La Cornucopia Onlus”

  1. 12 ottobre 2008 at 11:48

    Il sapore aspro del vento del Sud
    porta ai miei occhi polvere selvaggia del West.

    I forti cavalli di una Cadillac
    corrono in fretta battendo il tempo
    e i sogni flebili di un bimbo dell’Oklahoma
    si perdono tra le sconfinate praterie
    trasportate da un treno lanciato verso la gloria.

    Il tuo volto, fanciulla, mi sarà sempre accanto
    e perderlo sarà difficile nelle tempeste di neve.

    I battitori di chiodi delle ferrovie
    saranno i miei migliori amici
    e i figli del Mississippi saranno
    i nostri bambini;

    lo sguardo affranto di una vedova
    sarà il mio dolore
    e la testa del coyote sul banco degli imputati
    la mia felicità.

    Tornerò ancora una volta
    a cantarti
    la mia libertà!

    (Mario Macrì – 1988 Ed. Accademia delle Nuvole)

  2. anto50
    12 ottobre 2008 at 13:02

    Leggo sul sito web della Cornucopia, ma già lo sapevo in quanto consigliere della stessa, che domenica 19 p.v. ci sarà la serata inaugurale a villa Di Bella a Viagrande.
    Cosa dire della nascita di una associazione culturale nella propria città?
    Sicuramente, a mio parere, é un avvenimento che nel suo complesso, è da considerarsi positivo, ma ci si potrebbe chiedere durerà? e poi ancora che ha di nuovo questa associazione da dirci? ed ancora ma nel concreto cosa farà? e così via.
    Vedrò di rispondere a queste domande con una riflessione di ordine generale.
    La Cornucopia di Viagrande vuole essere una associazione a 360 gradi nel senso che vuole spaziare in svariati campi della cultura non configurandosi in nessun campo particolare della conoscenza umana.
    Mi rendo conto che in concreto soli pochi campi saranno esplorati ma a priori è obiettivo della ns. associazione non privilegiare nessun settore.
    I nostri interessi quindi, almeno nelle intenzioni, spazieranno per così dire dalla letteratura alla fisica. Come? mi direste.
    Risponderei solo per citare un esempio, organizzando delle visite (eventi culturali) sia alle belle cattedrali normanne presenti nella nostra isola che ai laboratori nazionali del sud dell’Infn dove complesse e modernissime apparecchiature sono usate per studiare l’atomo.
    Dibattiti, incontri, mostre, rappresentazioni e quanto altro saranno tra le nostre priorità.
    Ma ricordiamoci che una associazione, come qualsiasi altra organizzazione, non è una cosa astratta ma rispecchia la personalità complessiva dei suoi soci. Il loro entusiasmo dinamismo, la loro intraprendenza, la serietà nel portare avanti i progetti, la costanza, il loro senso di appartenenza e non ultimo il credere in maniera convinta in quello che si fa, saranno le credenziali del suo successo.
    A mio parere si parte come si suol dire con il piede giusto, dato che tutte le doti citate prima se non sono patrimonio di tutti gli associati, lo sono certamente di M. G. Palermo la nostra instancabile per così dire animatrice a cui va il mio più sincero ringraziamento per il lavoro fin quì svolto. Infine di novità e di cose concrete ce ne saranno tante, ma dateci il tempo di partire.
    Come è stato scritto le collaborazioni con le altre associazioni che operano a Viagrande sono ben accette come pure le adesioni di quanti vogliono impegnarsi nel portare avanti le nostre iniziative.
    Ogni suggerimento è ovviamente sempre ben accolto perchè chi scrive è fermanente convinto che la pluralita di opinioni, messaggi, proposte è fonte di arrichimento culturale ed umano.
    Un grosso quindi “in bocca al lupo” alla Cornucopia.

    Antonello Anzalone

  3. Cav. Muccapazza
    13 ottobre 2008 at 0:16

    Il sapere è scienza, il credere è opinione.

    Sappiamo tutti, in via esperenziale ed oggettiva, che le c.d. “associazioni culturali” sorte in Viagrande, hanno sempre avuto uno sfondo per così dire politichetto… o quanto meno asservite al potentello/potentella di turno, o no??
    Mi lascia quantomeno perplesso (quindi siamo nell’alveo dell’opinione) vedere chi sono generalmente i capoccioni di talune associazioni, che palesemente ben poco hanno in comune con la cultura, almeno quella universalmente riconosciuta, se poi a Viagrande vige un altro sistema qualificante, io sono Madre Teresa di Calcutta.
    Oltre le citazioni pontificali, è lapalissiano, quanto la c.d. “location” innaugurativa della nuova associazione, una lussuosa residenza, ben testimonia il carattere sociale e le finalità ampiamente divulgative di cotanta cultura… ai miei tempi li chiamavano lobby o club service, oggi associazioni culturali…
    Ma io sono una Muccapazza e come tale reietto dalle persone importanti ed acculturate, ma sicuramente qualora mi accingessi ad erigermi Mucca acculturata, farei in modo di acculturare gli altri bovini, avvicinando soprattutto quelli sprovvisti di “Cuttura”, più che circondarmi di “bella gente”, che come tale già lo sarà ampiamente. O no???
    Ovviamente, ribadisco, quelle espresse sono solo opinioni, e come tali non condivisibili (come tralaltro auspico), sono certo che in molti è presente un sano spirito aggregativo, ma mi piacerebbe qualche volta vedere n’ta chiazza tutta sta marea ri scienziati ca parrassinu annicchia cche chistiani gnuranti comu a mia, e ciccassiru di rapirini m’pocu l’occhi, invece ri farisi a cuttura fra ri iddi sulu e addumannarini u votu quannu ci su l’elezzioni picchi sanu ca nuauttri semu gnuranti ie ni ponu pigghiari ppo’ c..u
    Senza rancore, Cav. Muccapazza.
    P.S. W LA CUTTURA.

  4. 13 ottobre 2008 at 18:13

    Il bambino, il vecchio e l’asino

    Un vecchio nonno e un piccolo nipotino devono intraprendere un lungo viaggio verso un altro paese. Hanno un asino piuttosto malandato, vi si mettono in groppa e cominciano il viaggio.

    Attraversano il primo paese che incontrano, la gente li guarda e mormora: “Guarda che insensibilità verso quel povero somaro, ci stanno sopra tutti e due con il loro peso!”

    Allora, il nonno dice al bambino: “Rimani solo tu in sella, io me la farò a piedi”. E così fanno.

    Al secondo paese che incontrano, la gente li guarda e mormora: ” Che bambino screanzato: lui bello vispo in sella e il vecchio nonno a piedi. Crescono senza rispetto!”

    Allora il bambino dice al nonno: “Sali tu in groppa all’asino, nonno: io continuerò a piedi”. E così fanno fino al prossimo paese. Ma anche qui la gente li guarda e mormora: “Guarda quel vecchio insensibile: lui bello comodo sull’asino, e quel povero piccolo bambino a piedi!”

    Allora i due viaggiatori, ormai stanchi di sentirsele sempre dire, prendono un’altra decisione: all’ultima tappa ci arriveranno tutti e due a piedi, così la gente non avrà più da far commenti: né sul povero asino, né sul povero nonno, né sul povero bambino.

    E finalmente arrivano al paese dove erano diretti. Ma anche qui la gente li osserva e mormora: “Guarda che stupidi quei due: hanno una cavalcatura, e se la fanno a piedi!

    Parabula signurina… fummicula ballerina!!!

    Mario Macrì

  5. Daniele Cristaldi
    13 ottobre 2008 at 23:27

    Ed eccolo puntuale il Cavalier Muccapazza (che già dal titolo nobiliare si ispira ad illustri premier…) a criticare ovviamente ogni cosa.

    E come poi… celebrando con una sfilza infinita di termini “aulici” l’orgoglio coatto, l’ignoranza, la povertà culturale.

    Come il classico imbonitore dal parlar forbito che per adescare la gente semplice scende al loro livello.

    Caro Muccapazza, tralasciando il fatto che un uomo convinto delle proprie idee non “auspica” che chi lo legga ne dissenta, l’associazione nasce per divulgare cultura, è aperta a tutti e posso assicurarle che coloro che ne fanno parte (almeno quelli che conosco personalmente) non hanno interessi partitici da portare avanti, se non semplici ambizioni personali.

    Liberissimo di dissentire, di criticare, d’altronde siamo in democrazia e non in un regime come quello del ventennio, quindi nessuno le farà bere olio di ricino.

    E se vuole, venga a trovarci nella sede in via Mirone, magari vorrà tesserarsi anche lei. Le prometto che la sua tessera porterà la dicitura “Cavalier Muccapazza”.

    Daniele Cristaldi

  6. Tommaso Stasi
    14 ottobre 2008 at 9:52

    Risposta a Cav. Muccapazza (mai fu scelto pseudonimo più appropriato) del 13/10/2008.

    Quante occasioni perse per onorare il buon gusto e l’intelligenza tacendo!
    Sulla fallacità dei giudizi a priori è già stato detto tutto.
    Pseudonimo calzante soprattutto per il riferimento alla follia (pazza). Quanto poi alla specie bovina…, beh, è una Sua scelta.
    Un briciolo di buon senso avrebbe frenato la penna di chiunque, anche perchè, essendo imminente l’inaugurazione di questa Associazione Culturale, ogni libero pensatore o pseudo tale, dotato di un Q.I. pari anche solo a 65, avrebbe saputo attendere, per poi, eventualmente intervenire con riferimenti più concreti.
    Invece, nient’altro che castronerie in assoluta libertà!
    Che il nostro Presidente non sia direttamente coinvolto con la “cultura” è la scoperta dell’acqua calda.
    Ma, come si potrebbe definire un uomo, imprenditore serio e capace, che, attratto dal fascino di questo Universo, con mezzi propri, sostiene e promuove la cultura?
    Un tempo si diceva un mecenate. Io direi un missionario.
    Ancora vorrei spendere qualche parola per spezzare una lancia a favore dei Club Service poichè mi onoro di appartenere al Kiwanis Catania Centro, associazione che ha fatto della solidarietà ai bambini indigenti del mondo, la propria missione. Magari ne nascessero altri con le stesse finalità!!!
    Prima di concludere desidero ribadire che il sottoscritto non è residente in Viagrande e non si è mai occupato di politica.
    Sfido chiunque a provare il contrario. Soprattutto, il sottoscritto non vota a Viagrande.
    Beh, a questo punto mi pare che per il nostro detrattore ce ne sia abbastanza per cospargersi il capo di cenere e per riflettere.
    I taoisti ci insegnano che prima di rispondere a qualunque interlocutore bisognerebbe contare almeno fino a dieci.
    Il nostro detrattore non ha voluto neanche aspettare il giorno dell’inaugurazione che, come è noto, avverrà presso una “lussuosa residenza” (grazie a Dio ce lo possiamo permettere), per sciorinare tutte quelle castronerie.
    Comunque lo perdoniamo e lo invitiamo ad osservarci più da vicino quando inizieranno i nostri programmi, se gli riuscirà di contenere le proprie allucinazioni fino ad allora.
    Un’ultima differenza.
    Io sono abituato a firmare ciò che scrivo con il mio nome e cognome e questa è certamente la differenza che fa la differenza.
    Dott. Tommaso Stasi

  7. Cav. Muccapazza
    14 ottobre 2008 at 15:53

    Ill.mo, Magn., N. H., DOTTOR Stasi
    mi auguro vivamente che questi titoli si addicano alla Vostra Magnificente Signoria.
    Già: Quoziente Intellettivo, Residenza lussuosa, ce lo possiamo permettere, per questa volta la perdoniamo…
    Complimenti Vostra Grazia, ma io, povero negletto a dispetto di cotanta “Giente m’pottante”, preferisco rimanere nella mia Muccapazzia, piuttosto che ridurmi a considerare i miei interlocutori sprezzatamente e con termini adeguati a classisti. La prossima volta Le, anzi Vi consiglierei, di riflettere almeno 1000 secondi prima di fare simili autogol, o forse avrà rivelato candidamente la Sua nobile essenza????
    Senza rancore, Cav. Muccapazza.

  8. Cav. Muccapazza
    14 ottobre 2008 at 16:01

    Le, anzi Vi farei sommessamente notare, che ogni mia considerazione, per quanto al di sopra delle righe, prende sempre e soltanto in oggetto accadimenti reali, oggettivi e mai personali, e sono volte alla critica di un sistema di cose e non alla persona in quanto tale e sempre e soltanto DI MIA PERSONALE OPINIONE ED AVVISO, senza alcun intendimento assiomatico.
    Spero di farmi capire, visto che nel frattempo mi sono fatto misurare il mio Q.I. e l’apparecchio non rilevava alcuna attività riconducibile ad un sia pur flebile barlume di intelligenza. Mi dispiace.
    Cav. Muccapazza.

  9. anto50
    14 ottobre 2008 at 16:56

    La cultura è di tutti e per tutti

    Caro Muccapazza,
    vorrei fare alcune osservazioni su quanto da te scritto a proposito della inaugurazione della Cornucopia.
    Come già fatto in un’altra occasione mi permetto di darti del tu , non ovviamente per mancanza di rispetto, ma solo perchè mi sembra il modo più consono da usare per un dialogo su un blog. Inoltre per i motivi che ho avuto modo di dirti in un’altra occasione non mi disturba affatto che tu mantenga l’anonimato. Ma veniamo alle cose concrete che ho da dirti.
    Non considero la “cultura” una prerogativa delle classi per così dire più benestanti, si può essere economicamente benestanti e frequentare la c.d. buona società, e nello stesso tempo essere beatamente ignoranti.
    Comunque è pacifico che negli anni passati a molti dei nostri padri e/o nonni l’accesso alla scolarizzazione era loro negato sia per motivi economici che per la volontà politica delle classi dominanti (borghesia, aristocrazia,…) di mantenere basso il livello culturale della c.d. gente comune. Una delle più grandi conquiste della seconda metà del novecento è stata quella scuola e/o università pubblica per tutti. Sarebbe il caso di questi tempi difendere questa conquista dai continui attacchi che si vanno perpetrando in questa direzione.
    Nonostante però, le condizioni sfavorevoli, tra la gente comune delle classi meno abbienti si sono avuti non pochi casi di uomini che hanno raggiunto l’apice in tanti campi dell’arte, della scienza, della letteratura, ecc.
    La lotta di classe comunque, dovrebbe far parte ormai della nostra storia (o almeno me lo auguro) e tutti (almeno sulla carta) hanno libero accesso ai mezzi di apprendimento culturale che sicuramente, in questo penso saremo d’accordo, elevano l’animo umano.
    La Cornucopia non vuole fare altro che diffusione della cultura per tutti, sarebbe bello fare anche cultura, ma questo è più difficile.

    Antonello Anzalone